In questo articolo andremo ad analizzare la correlazione tra Covid e legionella, entrando poi nel dettaglio con le raccomandazioni per prevenire una possibile contaminazione dell’impianto sanitario.

Introduzione e Linee Generali

La scoperta della Legionella

La legionella, e più precisamente la legionella Pneumophila del siero gruppo 1, è stata isolata per la prima volta nel 1976. Prende il nome di legionella dai legionari che si erano riuniti a Philadelphia, circa 4.000 persone, delle quali 220 grosso modo contagiate, con una mortalità di oltre il 13%.

Subito si pensò, era il periodo della guerra fredda, che i russi avessero messo in atto una campagna di contaminazione. In un secondo momento si scoprì che la causa della malattia fosse un batterio che veniva dai condizionatori d’aria. Aveva creato un problema polmonare e, vista l’età dei legionari più anziani, c’è stato un alto tasso di mortalità.

Legionella e Impianti

Da allora è stato isolato questo batterio, un batterio acquatico per la precisone, e ha preso il nome di legionella. Dal 1976, a Philadelphia, facciamo un salto epocale al 1999, con un articolo che è apparso sulla rivista “Il Termotecnico” che affronta alcuni casi di mortalità avvenute nel l’ospedale le Molinette di Torino.

Si scopre infatti che questa mortalità è dovuto alla legionella, che si è sviluppata negli impianti. L’articolo continua quindi con una serie di raccomandazioni ai manutentori per quanto riguarda la pulizia e la progettazione degli impianti, per evitare questo problema.

Legionella e Covid

Sono passati altri 20 anni e le raccomandazioni della rivista “Il Termotecnico” sono tornate attuali a causa del Covid-19 e delle relative emanazioni di decreti ministeriali che hanno sancito la chiusura di attività quali: servizi alle persone, centri benessere, centri termali, palestre, piscine…

Gli impianti degli edifici ospitanti queste attività, necessitano senz’altro di manutenzione, pulizia e sanificazione prima di essere utilizzati. A tale scopo vi presentiamo una parte del testo distribuito dall’Istituto Superiore della Sanità per quanto riguarda la prevenzione contro la Legionella.

Prevenzione e Linee Guida

11.5.2020: Prevenzione della contaminazione da Legionella durante la pandemia Covid-19. Il seguente testo è tratto dall’epidemiologia per la sanità pubblica dell’Istituto Superiore della Sanità.

“In questo periodo il ristagno dell’acqua e l’uso saltuario di alcuni impianti potrebbero determinare un grave rischio per la contaminazione della legionellosi. Un nuovo rapporto dell’istituto superiore di sanità Covid-19 fornisce raccomandazioni tecniche specifiche relative alla prevenzione e il controllo e gestione del rischio legionella negli impianti idrici alla luce dell’emergenza Covid-19. Le indicazioni contenute nel documento sono a integrazione di quanto già indicato per le suddette strutture delle linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi e in accordo con il decreto legislativo del 2008 e i dettami del decreto ministeriale del 2017 inerente ai piani di sicurezza dell’acqua. Per approfondire potete consultare il documento completo guida per la prevenzione della contaminazione da Legionella negli impianti idrici di strutture turistico ricettive e altri edifici ad uso civile industriale, non utilizzati durante la pandemia Covid-19. Versione 3 maggio 2020 e consultate la pagina di epicentro.”

Abbiamo quindi esaminato il nesso tra Covid e Legionella. La correlazione è nella sanificazione del nostro impianto di distribuzione idrico sanitario. A questo punto vediamo dove si trova la legionella.

Correlazione e Disinfezione

Il batterio della legionella è presente nell’acqua dei fiumi, dei laghi, in natura. Quest’acqua viene convogliata nei nostri impianti attraverso la distribuzione degli acquedotti, vediamo quindi quello che succede all’interno della nostra produzione di acqua calda o della refrigerazione.

Da cos’è causata la contaminazione da Legionella?

Le infezioni da legionella sono spesso causate dalla contaminazione di impianti di distribuzione dell’acqua igienico sanitaria, sia negli edifici pubblici e sia negli edifici ospedalieri.

La maggior parte degli impianti è rappresentata dalle torri di raffreddamento per l’aria condizionata o dalla distribuzione vera e propria di acqua calda sanitaria. Le infezioni da legionella possono essere comunitarie o nosocomiali. Specifichiamo:

  • comunitarie se acquisite in ambienti comuni,
  • nosocomiali se contratte in ambienti ospedalieri.

Va da sé che la contaminazione degli impianti si sviluppa e progredisce attraverso serbatoi che fanno da amplificatori alla proliferazione di questo batterio. Sono proprio i serbatoi, le cisterne, le torri di raffreddamento e gli impianti stessi che devono accuratamente essere puliti e sanificati prima dell’utilizzo e dopo questo lungo periodo di fermo impianti.

Come difendersi dalla proliferazione della Legionella?

Nel nostro caso esaminiamo quelli che sono i serbatoi e i bollitori che servono per l’accumulo e la produzione di acqua calda sanitaria.

Diciamo subito che ci sono delle temperature alle quali la legionella si e prolifera e delle temperature, più elevate, alle quali la legionella ovviamente viene abbattuta. Queste temperature vanno dai 55 °C, ed oltre, per arrivare fino a 60 – 65 °C dove, attraverso quella che potremmo definire una pastorizzazione, vengono eliminati al cento per cento in pochi secondi.

Ma, nel nostro caso, dovendo rispettare anche la funzionalità ed evitare delle   cadute di calcare eccessive, andremo ad esaminare quello che è consigliato sia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sia da un pratico utilizzo.

Temperatura per la disinfezione

Il diagramma della figura uno, che vi mostriamo, derivato da uno studio di J.M. Hodgson e B.J.  Casey è ormai assunto a livello internazionale come sicuro punto di riferimento per la disinfezione termica dalla Legionella.

Temperatura per la Disinfezione della Legionella
Temperatura per la Disinfezione della Legionella

Potrete notare dal diagramma che le temperature favorevoli alla proliferazione di questo batterio vanno da 25 °C ai 42 °C. Il maggior sviluppo sia tra i 35 ei 37 °C. Alla temperatura inferiore ai 20 gradi, il batterio resiste ma non si riproduce, mentre alla temperatura maggiore di 55 °C, muore quasi totalmente in tempi relativamente brevi.

Nel 1989 nell’ambito di una conferenza tenuta a Ginevra dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è stato suggerito un sistema semplice per la previsione della legionellosi nell’accumulo e la distribuzione dell’acqua calda sanitaria.

Raccomandazioni UNI 9182

Riportiamo quanto detto nella conferenza citata:

“Disinfezione Termica: riscaldare l’acqua ad una temperatura di accumulo di 60 °C. Assicurarsi che l’acqua in ogni punto dell’impianto abbia una temperatura di almeno 50 °C. Una corretta progettazione, manutenzione e installazione, viene infine riportata nella UNI 9182 di cui vi elenchiamo i principali punti. Si raccomanda quindi:
– evitare tubazioni con terminali ciechi o senza circolazione,
– evitare formazione di ristagni,
– evitare lunghezze eccessive di tubazioni,
– evitare contatti tra acqua e aria o accumuli serbatoi non sigillati, – prevedere una periodica e facile pulizia
– scegliere con cura i materiali (È stato rilevato che le tubazioni di rame riducono la proliferazione della Legionella)
– evitare la scelta impiantistica di torri evaporative in favore di soluzioni alternative come i sistemi water spray system pozzi geotermici,
– prevenire la formazione di biofilm e incrostazioni
Ci sono poi alcune raccomandazioni per gli impianti e le manutenzioni specifiche:
– distinguere la pericolosità dell’impianto di acqua calda sanitaria e senza ricircolo dell’acqua sanitaria
– si raccomanda l’uso di materiali che resistono ai cloruri e temperature oltre i 70 gradi pertanto la zincatura è esclusa
– accumuli decentrati per garantire la temperatura minima di 60 °C qualora l’accumulo principale avesse difficoltà a raggiungere e mantenere questa temperatura
– effettuare lo spurgo di fondo dei salvatori settimana.”

Per concludere, vi ricordiamo che potete richiedere i nostri ricambi per la sostituzione di elementi e le manutenzioni ordinarie. Sulla pagina contatti del nostro sito www.officinevarisco.it/contatti oppure scaricare i cataloghi cliccando sull’immagine qui sotto.

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UNA CURIOSITÀ: Officine Varisco nasce a Milano nel 1903, il suo fondatore Enrico Varisco costruiva le prime caldaie a vapore “chiodate”, apprezzate dai tecnici e utilizzate dalle migliori Industrie. Il logo è stato creato da Grazia Varisco, notissima Artista di caratura internazionale promotrice negli anni 60 del Gruppo T.

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