vaso di espansione

Una breve guida al funzionamento e alla manutenzione dei vasi di espansione.

Ma prima, a cosa serve un vaso di espansione?

L’acqua, sottoposta ad una fonte di calore si riscalda, aumentando di volume.

I costruttori di caldaie per risolvere tale incremento hanno inserito all’interno della caldaia un componente in grado di contenere questo aumento di volume per evitare pericolosi aumenti di pressione dell’acqua in un impianto a circuito chiuso di riscaldamento.

Il vaso di espansione a membrana per caldaia, è un dispositivo adatto ad assorbire l’aumento del volume dell’acqua in funzione dell’aumento della temperatura in un impianto di riscaldamento chiuso.

Funzionamento dei vasi di espansione

In un impianto di riscaldamento chiuso l’acqua è incomprimibile e ogni incremento di volume dovuto all’aumento della sua temperatura viene assorbito dal vaso di espansione.

Quando nel circuito l’acqua è fredda, la precarica del vaso (1 bar) mantiene la membrana aderente al vaso.

Con l’aumento della temperatura dell’acqua il suo volume aggiuntivo comprime la membrana e l’acqua entra nel vaso.

La membrana si flette contro il cuscinetto d’aria fornendo spazio utile ad assorbire l’incremento di volume del circuito.

Con la diminuzione della temperatura, il cuscinetto d’aria spinge l’acqua fuori dal vaso reimmettendola nel
circuito: ciò consente il mantenimento in pressione del circuito stesso.

Differenza fra Vasi di Espansione Chiusi con Membrana e senza Membrana

Possiamo, semplificando, dividere in due categorie: vasi chiusi con membrana e vasi chiusi senza membrana.

Poiché l’acqua è incomprimibile e riscaldandosi aumenta di volume, onde evitare continui scarichi della valvola di sicurezza, nonché continue e pericolose sollecitazioni dello scaldacqua, necessitare prevedere un vaso di espansione do capacità non inferiore al 10% della capacità del bollitore stesso con una pressione di precaria pari alla pressione idrica a monte del bollitore.

Vaso d’espansione destinato all’impianto: viene utilizzato per compensare la dilatazione del volume dell’acqua contenuta nell’impianto, all’aumentare della temperatura.

Mantiene la pressione costante, dell’impianto entro i limiti stabiliti.

La pressurizzazione è da effettuarsi in sede di installazione con aria o azoto, deve mantenere una pressione superiore a quella di saturazione dell’acqua surriscaldata alla temperatura di esercizio, questo, per evitare la formazione di vapore nel caso di piccoli abbassamenti di pressione nei punti più alti dell’impianto o sulle tubazioni in aspirazione.

Manutenzione dei vasi di espansione

La verifica ed eventuale ripristino della pressione dell’aria del vaso di espansione della caldaia è un operazione da svolgere periodicamente una volta l’anno.

Generalmente questa operazione coincide con la visita annuale del tecnico per la manutenzione della caldaia.

Una pressione dell’aria del vaso di espansione a 0 bar è probabilmente dovuta alla rottura della membrana e provoca un rapido aumento della pressione e la conseguente apertura della valvola di sicurezza a 3 bar e l’immediato blocco della caldaia.

La pressione del vaso di espansione non è quella indicata sul manometro esposto sul pannello frontale della caldaia.

Esso indica la pressione del circuito di riscaldamento e a impianto freddo indica generalmente una pressione di circa 1 bar, 1,5 bar massimo.

In caso di forti cali di pressione, non è sintomatico di un problema al vaso di espansione, ma piuttosto di piccole perdite ai radiatori.

Viceversa in caso di pressione elevata oltre i 2,5 bar a impianto di riscaldamento a regime (radiatori bollenti) c’è un’alta probabilità che il vaso di espansione sia scarico o addirittura rotto, cioè la membrana del vaso è forata e non mantiene la pressione dell’aria.

Mentre nel primo caso un intervento di ripristino della pressione dell’aria risolve il problema, nel secondo è necessaria la sostituzione del vaso di espansione della caldaia.

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