anodo
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Uso e manutenzione di accumuli e bollitori, il manuale di Officine Varisco PT.1

ANODO MAGNESIO AZ 63

La sostituzione degli anodi dovrà essere fatta da un tecnico specializzato e potrà essere effettuata in occasione di una periodica pulizia interna del serbatoio che, per ragioni d’igiene, è consigliata almeno una volta all’anno.

Un effetto secondario della protezione anticorrosiva è la deposizione di strati di incrostazioni calcaree sulle piccole imperfezioni del trattamento, soprattutto in corrispondenza delle saldature e dei fori dei manicotti di giunzione.

La pulizia interna del serbatoio dev’essere fatta con un semplice getto d’acqua senza togliere meccanicamente le suddette incrostazioni perché queste non rappresentano alcun pericolo a livello fisiologico ma anzi svolgono la benefica funzione di ridurre la corrosione e quindi il consumo degli anodi.

CORREX

Anodo elettronico e corrente impressa per una protezione catodica permanente; non essendo soggetto ad usura il Correx è particolarmente indicato per la protezione di accumulatori e bollitori (anche già installati) operanti con acque in condizioni chimico-fisiche particolarmente aggressive.

L’apparecchio è corredato di manuale d’istruzioni multilingue per una sua corretta installazione e manutenzione.

Verificare che sia alimentato costantemente con 230 V AC 50Hz.

RACCOMANDAZIONE IMPORTANTE: Usare solo il cavo di collegamento originale! usare il cavo solo per il collegametno del potenziostato, in nessun caso per il collegamento diretto alla rete di 230V.

Non allungare il cavo. In caso di necessità, avvicinare la presa della rete 230V. al serbatoio.

Allungando il cavo o usando cavi impropri, può risultare invertita la polarità della corrente.

In caso di ivnersione di polarità esiste il pericolo di forte corrosione del contenitore.

ANODEN-TESTER

Permette la verifica del funzionamento dell’anodo di magnesio con tappo isolato.

INSTALLAZIONE

Verificare i danni dovuti alla movimentazione e trasporto.

Si deve prevedere lo spazio per l’estrazione del fascio tubiero e degli anodi. Eseguire l’allacciamento degli attacchi del bollitore alle linee dell’impianto.

E’ improtante che in tutti i collegamenti a flangia, i bulloni vengano serrati uniformemente e con uno schema diametralmente sfalsato.

Sugli attacchi del bollitore non deve gravare il peso della tubazione che deve essere, di conseguenza opportunamente sostenuta.

Non devono essere trasmessi sforzi dovuti a carichi statici, dinamici o derivanti da dilatazioni termiche.

Provvedere alla messa a terra del bollitore.

Prevedere nell’impianto una valvola di sicurezza per ogni circuito a protezione del bollitore.

Prevedere un vaso di espansione, si consiglia di capacità non inferiore al 10% di quella del bollitore.

In caso di rischio d’incendio esterno, prevedere una valvola di sicurezza sull’impianto dimensionata per incendio esterno.

Per esposizioni molto prolungate  di tubazioni e serbatoio a temperature inferiori allo 0°C (-5°C e oltre), è opportuno proteggerli con mezzi riscaldanti oppure assicurare un flusso continuo che impedisca lo stazionamento dell’acqua.

FASCIO TUBIERO

Il fascio tubiero è la parte più delicata del bollitore.

La sua durata, che può variare da molti anni (anche 20) a pochi mesi, dipende da molti fattori.

I più importanti sono: aggressività dei fluidi, velocità dei fluidi, modalità di utilizzo e manutenzione.

Se il bollitore, a causa della rottura dei tubi, non può rimanere fuori servizio, è necessario valutare l’opportunità di avere un fascio tubiero di ricambio pronto per la sostituzione.

In caso di emergenza (in attesa del nuovo fascio tubiero), se il numero dei tubi rotti non supera il 20% del totale, è possibile tapparli con tappi conici inseriti a colpi di martello sulla piastra tubiera.

Uso e manutenzione di accumuli e bollitori, il manuale di Officine Varisco PT.3

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